cos'è la pulsatilla
una pianta. Ha le foglie divise in lacinie lineari, pelose. Cresce nei luoghi erbosi o fra le rocce. Mi è stata prescritta una volta. Quando ho chiesto al mio terapista perché, lui mi ha risposto "Perché sei cattiva". Questo è un blog cattivo per combattere la cattiveria, come da precetto omeopatico. E pulsatilla è una parola che mi somiglia molto. Piccola, saltellante.

accattatevillo
(si pronuncia squinz)


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martedì, 22 aprile 2008
 
PULSATILLA SI CALA LE BRAGHE
Questo post si potrebbe intitolare anche «Faccela vede’, faccela tocca’», o «Sono rimasta in mutande», ma io sono favorevole alla riqualificazione della parola braghe (e del punto e virgola, che senza il mio contributo minaccia di estinguersi; ma questo è un altro paio di braghe).

Dunque, siore siori,
ho una notizia da darvi: mi hanno comprata con un pugno di mutandine.
Cioè, non è partita così, è partita in modo molto più onesto. Con un’email.


Ciao Pulsatilla,
sto sviluppando un progetto per un nostro cliente, che prevede uno scambio di visibilità con blogger italiane.
Il cliente produce biancheria intima: www.spiman.it
L'idea è di far provare il prodotto Spiman ad alcune blogger e presentare il blog con un'intervista o altro nella newsletter mensile della community SpimanClub.
Mi piacerebbe che anche tu facessi parte del progetto.
Se ti va ne parliamo per telefono, in calce trovi tutti i miei contatti, attendo i tuoi, se desideri.


Mutande da provare? Le mie dita volano sulla tastiera e cliccano “reply”.

Divertente.
Il mio numero è xxx-xxxxxxx, ci sentiamo domani se per te va bene.


L’indomani la ragazza mi chiama. L’affare è questo: mi manderanno a casa un pacco di biancheria (tutto quello che devo fare è indicare le mie preferenze: sul sito ci sono una marea di completini bianchi, neri, di pizzo, a fiorellini, e farfalline, gialli, rosa, è il sito dei balocchi; e indicare e le mie taglie. Facile), io in cambio mi lascerò intervistare sul tema della letteratura e della smutandazza (più la seconda) e farò una piccola recensione smutandereccia sul mio blog (di cui quello che state leggendo rappresenta il penoso risultato). 

-    Ok!
-    Ok!

Diventiamo subito amiche. La smutanda che ti lega.
Scegliere i completini è stato un gioco da ragazzi. Sono semplicemente andata sul sito e ho semplicemente cliccato come un’ossessa.
Invece trovare le mie taglie è stato più complesso. Sono andata davanti allo specchio e mi sono guardata. Poi sono andata a scrivere un’email. 

Mi sono dimenticata di dirti un dettaglio importante: sono un soggetto difficile.
Non conosco le mie taglie.
Anche perché ogni volta che compro un reggiseno cambiano sempre, le taglie.
Tra parentesi, pochissime volte nella vita ho trovato un reggiseno che mi stesse bene e che non sia finito nella pattumiera dopo una settimana. Ho la coppa abbastanza piena ma la circonferenza molto piccola, e quando i reggiseni sono scollati mi escono le minne di fuori, plop. Infatti ormai uso solo reggiseni sportivi, che notoriamente gli uomini odiano (ma sono gli unici che non mi tradiscono). (i reggiseni, intendo)
Le mutandine, invece, le compro a occhio.
Se mi dai dei parametri, prendo un centimetro e mi misuro.
Si può?
Grazie.


La Spiman, azienda modenese leader sul mercato modenese, è preparata a ogni evenienza: mi manda su un sito di consigli Spiman per trovare la mia taglia ideale. Il sito è questo.
Con dilettantesca sventatezza avevo scritto alla ragazza: «prendo un centimetro e mi misuro». Solo che si fa presto a dire prendo un centimetro. Io un centimetro mica ce l’ho – scopro improvvisamente.

-    Annetta, per caso hai un centimetro?

Annetta è la mia dirimpettaia umbra. Fuma come una turca e ha la voce roca del caporale della sesta armata tedesca dopo la battaglia di Stalingrado. Annetta nella vita pulisce la terrazza condominiale e innaffia le piante della terrazza condominiale. Molti nostri dialoghi vertono intorno a questo soggetto, quello delle piante della terrazza condominiale, che rappresenta un argomento dalle sfaccettature apparentemente inesauribili.

-    Avale’, oggi tonnaffiato i piante.
-    Ah, grazie, Annetta.
-    Te nannaffi mai i piante.
-    Non le annaffio perché so che le annaffi tu.
-    Se io nannaffio nessuno lannaffia. 
-    Le annaffi sempre tu. Ecco perché nessuno le annaffia.
-    Sto sempre annaffià i piante.
-    Non le annaffiare.
-    Se nannaffio muorono.
-    Annaffiale allora.
-    Ma se lannaffio…

Un altro argomento di conversazione frequente – di monologo, in questo caso – è la sporcizia sulla terrazza. Annetta spazza e brontola. I suoi commenti sono rigorosamente stagionali.

-    Ha piovuto - dice Annetta in autunno – guarda te quante foglie da spazzà.
-    Ha nevicato – dice Annetta in inverno – guarda te quanta neve da spazzà.
-    I piante ha fatto i fiori – dice Annetta in primavera – guarda te quanti petali da spazzà.
-    Che caldo – dice Annetta in estate – ma vedi te se devo sta qua a spazzà.

La cosa bella è che Annetta indossa sempre una felpa di Topolino con su scritto Happy People Have A Lot Of Friends. Ma stavamo parlando del centimetro.

-    Annetta, per caso hai un centimetro?

Annetta continua a spazzare. Mi viene a spazzare sui piedi.

-    Lèvete di torno che devo spiccià.

Annetta chiama le faccende domestiche «spiccià». Per lei «spicciare» è spolverare, spazzare, lavare, cucinare, stendere, ramazzare e qualsiasi cosa che non sia la sua altra attività, cioè parlare dello spicciare (che in gergo filosofico potremmo chiamare il «metaspicciare»).

-    Ce l’hai un centimetro?
-    Te pare che nootengo? Ootengo.

Annetta va a prendere il centimetro.

-    Che ce devi fa’ coccentimetro?

Sarebbe troppo lungo spiegarle la vicenda Spiman, i blog, le newsletter e la community. Poi valle a dire che mi vogliono dare delle mutande gratis, e perché. Tra l’altro, se Annetta venisse a sapere cos’è la community Spiman, la utilizzerebbe contro di me per dimostrarmi che nannaffio. 

-    Grazie, Annetta.
-    Che grazie? Repòrtemelo.

Al momento della misurazione mi sono giocata per sempre l’autostima. Quanto puoi andare avanti pensando di essere una novanta-sessanta-novanta? Vent’anni? Venticinque anni? Ma prima o poi, inevitabilmente, arriva una manica di carpigiani che ti tira per le orecchie e ti riporta con i piedi per terra.

Dunque.
Secondo la tabella sono una III coppa A/B. Credevo di essere una II coppa D, ma evidentemente mi sopravvalutavo. Porto una 42/44, ovvero sono alta 1,57 m e peso tra i 53 e i 55 kg. In realtà non mi peso da diversi anni, quindi forse sono più sui 55 kg.
Di slip credo di essere una terza/quarta, e non una seconda/terza come pensavo.


Praticamente credevo di essere un manga, e invece scopro di essere più dalle parti della signora Griffin.

Mi piacciono i reggiseni colorati e senza troppi pizzi. I reggiseni troppo scollati mi stanno male. Quelli imbottiti mi stanno molto bene, ma quelli imbottiti sono normalmente anche scollati.
Della collezione MAGIE ITALIANE mi piace il PERIZOMA GERANIO.
Della collezione CAMYLA mi piacciono i completini LISBONA e SIDNEY.
Della collezione CLASSICO SPIMAN vorrei provare il reggiseno cotone elastico coppa preformata 2177, e mi piace anche moltissimo quella specie di top che sta nell'introduzione.
Della linea sportiva proverei il BUSTINO R68.
Grazie.
A presto.
 

Alcuni giorni dopo mi arriva a casa uno scatolone contenente tutte le cose che ho elencato, più altre decine e decine di cosette che non avevo osato chiedere. Incluso un, ehm, corpetto della linea “Dolce Fuoco” in pizzo nero con mutanda coordinata che francamente, presa da calo di autostima, avevo catalogato come fuori discussione. E invece mi sta bene. Un miracolo. Ci dev’essere stato un co-marketing fra Dolce Fuoco e Sant’Antonio.

«Che ne pensi?», chiedo al mio ragazzo mettendomi una mano dietro la nuca come Betty Boop.
«Carino», dice il mio ragazzo. Non dice carina, dice carino: non parla di me, parla del completino Lisbona. Inutile nascondercelo, la mia relazione ha evidentemente dei problemi. Ma lasciamo stare.
«Guarda questo», dico sgattaiolando in camera da letto. Mi cambio ed esco fuori con indosso il completino Sydney, ricalcando con la mano sull’anca l’illustre tradizione cinematografica ispirata a Viaggi di Nozze con Claudia Gerini, fatte le dovute distinzioni di altezza e di peso (rispettivamente un terzo e il doppio).
«Bello. Molto meglio delle mutande che ti compri tu», è il lapidario commento. Ora, il signor Spiman sarà molto contento, ma io ci vedo un segno di degrado matrimoniale in questa frase.
«Mi hanno mandato anche tante altre cose…», dico tornando in camera; l’entusiasmo iniziale del ricevuto scatolone comincia a smorzarsi, ma come insegna Freddy Mercury, the show must go on. Torno fuori con il completino Dolce Fuoco e, inaspettatamente, prendo pomodori e uova marce a catapulte laddove immaginavo il lancio di rose sul palco.
«Troppo grande la taglia, qui ti fa difetto, non mi piace la forma che ti fa sopra, la fascia di sotto è troppo larga», dice indicando tutti i punti critici del prezioso corpetto. Come quando una viene colta dal sospetto che suo marito abbia una doppia famiglia, o che sia gay, io vengo colta dal sospetto che il mio ragazzo abbia lavorato tutti questi anni per Roberto Cavalli, e che quindi, in questo caso, abbia una doppia famiglia gay.
«A me sembra perfetto», dico tornando davanti allo specchio. «Mi sta benissimo. Cosa c’è che non va?». Il responso dello specchio è niente cara, a parte la tua relazione.
Rovescio sul letto tutti gli altri capi per mostrarglieli e riguardarli anch’io. Sembrano di buona fattura: sono a posto per i prossimi cinque anni. Oltre ai pezzi che ho provato, ho una valanga di canottiere, reggiseni, mutandine e perizoma bianchi. Alcuni semplici, altri lavorati. Intimissimi fallirà, visto che buona parte del loro fatturato si basa sui miei colpevoli bucati misti a sessanta gradi e relativa moria mutandistica, mentre adesso ho un intero arsenale Spiman da poter devastare comodamente nel tempo; e anche perché le ultime collezioni Intimissimi che ho visto erano piene di teschietti («le mutande piratate», io le chiamo), atte a minare sia il buon gusto sia ogni idea di fertilità (come ci si fa a mettere un teschio sui genitali senza avere la netta sensazione di starsi candidando a una ferale trafila di gravidanze interrotte?). D’altro canto, bisogna dirlo, il sito di Intimissimi è molto più figo del sito Spiman e ha pure un cortometraggio diretto da Gabriele Muccino con protagonista Monica Bellucci (che interpreta una tassista, una tangueira, una cornuta, una madre di famiglia, una cameriera e una motociclista, tutte impizzettate da capo a piedi nel nome del brand: chiunque voglia ricontrollare per l’ennesima volta se è proprio vero che la Bellucci sappia recitare una sola parte e anche male – quella della svamp con la boccuccia dischiusa –  non deve zupparsi l’intera e frammentaria filmografia di particine bellucciane, gli basta cliccare sul sito e vederla in azione per pochi minuti di concentrata e multipla incapacità attoriale). (Se invece il buon cinema non è in testa ai vostri hobby, i completini, inutile che ve lo dica, le stanno abbastanza bene.)
E quindi veniamo alla domanda dell’anno: cos’è meglio, Monica Bellucci con i completini Intimissimi, o Pulsatilla con i completini Spiman? Pensateci, non voglio che mi diate una risposta affrettata. Prendetevi il tempo che vi serve. Nel frattempo io mi provo queste fantastiche* canottiere della salute.

*messaggio promozionale
pulsatilla | 21:25 | commenti (55)


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